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.:PON:: Io e internet, I.C. MANERI – INGRASSIA – DON MILANI

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In questa pagina del Blog ScuolaX trovate alcuni appunti relativi alle lezioni del progetto PON Io e Internet rivolto agli studenti delle classi 1^, 2^ e 3^ della Scuola Secondaria di Primo grado dell’I.C. Maneri – Ingrassia – Don Milani di Palermo.

PRIMA LEZIONE
– Class Dojo, i nostri dati in rete,
un primo dibattito sul cyberbullismo,
questionario d’ingresso.

INTRODUZIONE

E’ ormai ben noto che spesso gli adolescenti usufruiscono della rete senza che vi sia alcun controllo da parte degli adulti. Internet, per quanto sia utile e affascinante è anche un mondo pieno di insidie e di pericoli. Anche se la nuova generazione è molto abile nelle nuove tecnologie (generazione 2.0) ciò non significa che ne possa fare sempre un uso sicuro e responsabile se non è ben guidata. Per fare qualche esempio basta citare un fenomeno quanto mai attuale, molto diffuso e sempre più in crescita che ha il nome di “cyberbullismo”, l’equivalente digitale del bullismo, che ha richiesto perfino un intervento legislativo (Disegno di legge, 20/09/2016 n° 3139, ‘Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo’). Vi sono poi altri fenomeni non meno pericolosi come il “sexting”, ovvero pubblicazioni di foto o video compromettenti e diffamanti che hanno addirittura portato al suicidio dei diretti interessati, e la stessa dipendenza patologica dalle tecnologie digitali (fenomeno “Hikikomori”). Altri fenomeni invece, come quello delle “bufale sul web”, oltre a creare falsi allarmismi, possono portare all’incriminazione penale se suscita allarme presso le autorità. La nostra scuola, come luogo istituzionale di cultura, educazione e formazione non può rimanere indifferente a tutto questo e, con un corso organizzato dall’Animatore Digitale dell’Istituto, provvede a dare informazioni utili agli studenti, educarli alla cultura del digitale, sviluppare in loro il senso critico e di giudizio, rendendoli consapevoli dei rischi che quotidianamente si incontrano quando si fa uso di Internet. Il corso è aperto anche ai docenti e ai genitori degli studenti, in modo da poter fornire agli adulti un bagaglio conoscitivo e pratico utile per conoscere e prevenire i rischi che la tecnologia digitale ha per loro e per i propri figli. Lo scopo è offrire spunti di riflessione e strumenti, conoscitivi e didattici, utili ad un utilizzo del Web che sia sicuro e soprattutto consapevole. Educare alla cultura del digitale. Obiettivi del progetto
• Sviluppare un atteggiamento consapevole, critico e responsabile nella fruizione del Web e dei suoi contenuti.
• Aumentare le capacità attentive e di giudizio morale.
• Potenziare la capacità di autocontrollo dei propri comportamenti.
• Ridurre e prevenire fenomeni di illegalità e inciviltà diffusa.
• Promuovere pratiche di educazione alla convivenza e alla coesione sociale.
• Sviluppare politiche di prevenzione e di controllo sociale del territorio, di educazione e partecipazione giovanile, di informazione e comunicazione.
• Sensibilizzare, informare e formare le famiglie sull’utilizzo di strumenti di parental control che limitino l’accesso a contenuti potenzialmente pericolosi in rete.
• Sensibilizzare, informare e formare gli educatori (insegnanti e genitori) in merito agli strumenti di comunicazione/interazione della rete.

Metodologie:
Lezione frontale partecipata;
Ricerca ed azione;
Debate.
Modalità di verifica: Somministrazione di questionari all’inizio, in itinere e alla fine del corso. Valutazione Vedi griglia di valutazione.

ALCUNE DEFINIZIONI DI BASE

L’hardware è la parte materiale di un computer, ovvero tutte quelle parti elettronicheelettriche, meccaniche, magnetiche, ottiche che ne consentono il funzionamento.

Il software, in informatica e in elettronica, è l’insieme delle componenti immateriali di un computer in contrapposizione all’hardware, cioè la parte materiale di un computer.


Il software è il programma che serve ad un computer per funzionare. Tutte le applicazioni che trovate sui vostri telefonini sono software.

In informatica il web browser (o più semplicemente browser[1] /ˈbraʊzə(r)/, traducibile come navigatore) è un’applicazione per l’acquisizione, la presentazione e la navigazione di risorse sul web.  Alcuni dei browser più usati sono Google Chrome, FireFox, Safari e Internet Explorer. Il browser è un’applicazione, è un software!

Internetè una rete di telecomunicazioni ad accesso pubblico che connette vari dispositivi in tutto il mondo.

CLASS DOJO

————>>>>>> https://www.classdojo.com

Orario corso

QUESTIONARIO D’INGRESSO: https://forms.gle/1JEuhbTLsTd8cBCS8

ORARIO

Data Orainizio Ora fine Tutor Esperto Sede
28/10/
2019
14:30  17:30 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
04/11/
2019
14:00  17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
11/11/
2019
14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
18/11/
2019
14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
25/11/
2019
14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
28/11/
2019
14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
02/12/
2019
14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
09/12/
2019
14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
6/12/
2019
14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale
13/12/2019 14:00 17:00 D’Acconti Gennaro Palmeri Nicola Aula multimediale

SECONDA LEZIONE
– I nostri dati in rete, continuiamo a parlare di cyberbullismo.

Impariamo a conoscere i blog di WordPress e nello specifico conosciamo meglio il blog ScuolaX che useremo durante tutto il corso.

Risponderemo assieme a queste domande scrivendole su ClassDojo.

  1. Internet non ha regole?
  2. Internet è perfetto per fare scherzi, non bisogna prendersela: è solo un gioco?
  3. Le cose dette su internet fanno meno male di quelle dette in faccia?
  4. Non bisogna intervenire, in rete ognuno deve imparare a cavarsela da solo?
  5. Se ci sono dei problemi in rete è meglio non coinvolgere gli adulti, si rischia di far peggio?

– MARCO MENGONI E PAOLA CORTELLESI – MONOLOGO SUL BULLISMO (9 min) 


– GAETANO, video 1 e 2 (4 min) 

– SE MI POSTI TI CANCELLO – Ep.1 “GAETANO” (5 min) (scuola secondaria di 2° grado)

“Gaetano – Ep. 1” – Se Mi Posti Ti Cancello
“Susy” – Ep.2 – Se Mi Posti Ti Cancello

CORTOMETRAGGIO DUE PIEDI SINISTRI

https://video.repubblica.it/edizione/roma/due-piedi-sinistri-ma-molto-giallorossi-il-corto-che-accende-il-tifo-in-rete/211198/210348


I due video seguenti narrano la stessa vicenda da due diversi punti di vista, prima quello di una compagna di classe e poi quello di Gaetano, vittima di cyberbullismo.Dopo il primo è utile chiedere agli studenti come immagino che stia vivendo la situazione Gaetano.

Gaetano: storie di ordinario cyberbullismo

TERZA LEZIONE
– Account di Google for Education, login sicuro,
discutiamo assieme un caso gravissimo di cyberbullismo.

Prima di affrontare gli argomenti principali della terza lezione ogni alunno viene dotato di un account sulla nostra Google for Education.
Mediante alcuni esempi vediamo insieme come effettuare il login in maniera sicura.

Si propone agli studenti di riflettere su come normalmente le persone reagiscono quando sono testimoni di questi fatti e in un secondo momento di chiedersi se c’è un modo “giusto” o “sbagliato” di agire e qual è la responsabilità di ciascuno in questi casi.

LETTERA di un genitore: http://bit.ly/2cZqJx2

Percorso di riflessione:

Che emozioni avete provato guardando/ascoltando questa storia?

Come ritenete si sentissero i protagonisti?

Perché secondo voi in tanti non intervengono di fronte a queste situazioni?

E’ facile capire cosa sta provando chi si trova vittima di queste situazioni?

E’ facile capire cosa sta provando chi si trova vittima di queste situazioni?

Da quali segnali si può capire quando uno scherzo è andato troppo oltre?

CHE COS’E’ L’EMPATIA? Formulate una definizione propria, fate esempi concreti e chiedere in quali situazioni è più facile e quando meno facile provare empatia per qualcuno.
Infine quando e perché essere “empatici” è utile/scomodo/importante?

– spot sull’EMPATIA (1 min)

QUARTA LEZIONE
– Continuiamo con Google for Education,
Google Classroom,
10 regole per i genitori e 10 regole per i figli,
iniziamo a conoscere i personaggi della serie I super errori.

Per i genitori:

  1. Fa’ sì che Internet sia un’attività familiare, ad esempio è buona norma scegliere insieme la lista dei siti da visitare
  2. Colloca il computer in stanze comuni, non nella cameretta del bambino
  3. Concordate insieme il tempo giornaliero da dedicare alla navigazione
  4. Usa dei filtri (dal semplice controllo della cronologia dei siti visitati ai software dedicati al parental control, blacklist, software spia) e verifica periodicamente che funzionino
  5. Proteggi il computer con software sempre aggiornati (firewall, antivirus e antispam)
  6. Custodisci le informazioni personali (prima di inserire dati sensibili controlla che siano presenti i segni di sicurezza della pagina: la scritta https nell’indirizzo e il segno del lucchetto)
  7. Mantieni segreta la parola chiave (i ruoli di chi naviga – il ragazzo – e di chi amministra il computer – il genitore – vanno mantenuti distinti)
  8. Utilizza password solide (almeno 8 caratteri, con maiuscole e minuscole, lettere, numeri e simboli), cambiale a seconda dei siti e rinnovale di frequente
  9. Non scaricare programmi se non ne conosci la provenienza
  10. Insegna ai figli la buona educazione in rete, informali che esiste la netiquette.

Per i ragazzi:

  1. Non inviare tue immagini a nessuno, non farti vedere in web cam se non sei autorizzato dai tuoi genitori
  2. Non farti ritrarre in atteggiamenti intimi da nessuno
  3. Ricorda che le promesse troppo belle non sono mai vere
  4. Non dare mai il tuo numero di telefono a sconosciuti, né informazioni personali come indirizzo, età, foto, via email, Facebook o Messenger
  5. Non prestare il tuo cellulare a nessuno
  6. Prima di aprire un allegato o scaricare contenuti pensaci: se conosci la persona che te lo ha inviato, chiedi conferma che te lo abbia mandato veramente; altrimenti ignoralo
  7. Prima di pubblicare qualcosa in internet, pensaci: foto, testi, video, conversazioni, messaggi possono essere visti anche da sconosciuti, anche a distanza di molto tempo; non postare nulle che consideri personale o riservato e di cui potresti pentirti in futuro
  8. Attento ai falsi: messaggi allarmistici, richieste d’aiuto, offerte, richieste di dati, segnalazioni di virus spesso sono dei trucchi, sii diffidente
  9. Sui social network (come Facebook e Twitter) controlla le impostazioni del tuo profilo: chi può vederlo? Chi può fare ricerche su di te o raccogliere informazioni o esporti a situazioni che non controlli? Restringi il più possibile l’accesso alle informazioni che ti riguardano
  10. Rispetta la netiquette, ovvero le regole di buona educazione in rete: leggi le regole del sito in cui ti trovi, non offendere nessuno, non divulgare messaggi privati di altri.

Donatella Barus

Commentiamo assieme le due guide dei SUPER ERRORI – Generazione connesse della Giunti.

PER BAMBINI https://www.generazioniconnesse.it/_file/documenti/Comunicazione/Leaflet_2015/SIC_Bambini_leaflet.pdf

PER RAGAZZI https://www.generazioniconnesse.it/_file/documenti/Comunicazione/Leaflet_2015/SIC_RAGAZZI_leaflet.pdf

Guardiamo il primo episodio dei SUPER ERRORI

CHATWOMAN

https://www.generazioniconnesse.it/site/it/0000/00/00/chat-woman/

Ecco nel seguente link tutti i SUPER ERRORI !!!

https://www.generazioniconnesse.it/site/it/super-errori/

QUINTA LEZIONE
– Conosciamo tutti i personaggi protagonisti della miniserie I SUPERERRORI del portale Generazioni Connesse.

I. C. Maneri Ingrassia Don Milani

Progetto PON
IO e INTERNET
Esperto: Nicola Palmeri
Tutor: Gennaro D’Acconti

Raccolta di schede riassuntive tratte dal portale www.generazioniconnesse.it

“Siamo tutti diversi, e su Internet queste diversità si vedono ancora di più, fortunatamente. E’ una buona occasione per imparare a rispettarle e non usare la Rete per giudicare, infastidire o impedire ad altri di esprimersi.”

ChatWoman
Colei che chattava, chattava, chattava…

Chi è #ChatWoman?
Colei che chattava, chattava, chattava…
I compiti sono troppo difficili? I compagni la mettono a disagio? Nessun problema: lei si fa una bella chattata e passa la paura! Non si ricorda bene quando ha iniziato, magari voleva solo scrivere qualcosa di carino, comunicare con gli amici, divertirsi. Fatto sta, ora il cellulare ce l’ha incollato alla mano e lo usa a scuola, a pranzo, a cena, mentre dorme. È così che è diventata… Chatwoman

PER NON TRASFORMARTI in Chat Woman
La chat è formidabile quando ti aiuta a comunicare, non a nasconderti sempre. È l’invenzione del secolo quando ti fa conoscere meglio i tuoi amici, non quando ti fa pensare che sono tutti amici. Se ne abusi, può darti una vera e propria dipendenza che ti impedisce di vedere tante cose bellissime e importantissime intorno a te. Se poi chatti anche di notte… perdi ore di sonno, peggiori a scuola e rischi di ritrovarti con gente strana, molto più grande, a volte poco raccomandabile.


Tempestata
Colei che postava ogni cosa

Non postare, chattare o inviare messaggi quando ti senti sotto pressione, emotivamente sensibile o spinto dal gruppo. Rischi di fare qualcosa di cui ti pentirai. Come sostenere l’azione di un cyberbullo o condividere informazioni private tue o di altre persone.
Chi è #Tempestata?
Colei che postava ogni cosa
È una come minimo… molto ottimista! Perché mette online le sue informazioni personali rendendole visibili a tutti. Il suo numero telefonico, l’indirizzo di casa…. Come se non bastasse racconta sul suo blog esperienze personali, anche intime, citando amici e conoscenti senza preoccuparsi di quello che pensano. Poi però, delle brutte persone, hanno cominciato a prenderla di mira ed è diventata… Tempestata!

PER NON TRASFORMARTI
in Tempestata
Fai attenzione a quello che condividi, soprattutto se si tratta del tuo mondo intimo e personalissimo. Ma soprattutto non condividere i tuoi dati personali e il tuo indirizzo di casa. Non sai chi potrebbe leggere e cosa se ne potrebbe fare delle tue confidenze e dei tuoi dati. Se vuoi parlare della tua vita reale, leggi e applica le impostazioni della privacy del social network che stai utilizzando. Non esporti ai cyberbulli e difendi anche i tuoi amici, non pubblicando mai i loro numeri di telefono o le loro info private.


Silver Selfie
Colui che viveva scattando

Scattare foto e postare un selfie può essere un modo per condividere con gli altri come stiamo, per fargli sapere dove siamo e cosa facciamo. Ma spesso si pensa più al condividere il momento che a viverlo realmente. Non si pensa più ad apprezzare quello che c’è attorno a noi, a sentire le emozioni che ci circondano.
Ricordiamo che oltre il Selfie… c’è di più…
Chi è #SilverSelfie?
Colui che viveva scattando
Uno che si sveglia e si fa un selfie. Mangia? Si fa un selfie. Gli esce un brufolo? Si fa un selfie. Per lui ogni occasione è buona per scattarsi una foto e condividerla sui social. È come se vivesse solo lì! È ossessionato dalla propria immagine e da quello che pensa la gente online. Senza dimenticare che scatta foto anche in situazioni pericolose, distraendosi mentre attraversa la strada o cose di questo genere. Stiamo parlando di… Silver Selfie!

Silver Selfie e i #SuperErrori del Web
Silver Selfie, colui che viveva scattando.Hai un amico come Silver Selfie? Condividi il video sul suo Diario! Sconfiggi i #SuperErrori del Web!
Posted by Generazioni Connesse on Lunedì 2 novembre 2015

PER NON TRASFORMARTI
in Silver Selfie
Le fotografie sono belle perché ci fanno ricordare un momento passato. E postarle è fantastico perché le condividiamo con gli altri! Ma questo momento, prima di ricordarlo o di condividerlo, bisogna viverlo, no? E allora fallo! Vivi di più nella vita reale, tanto le persone su Internet non ti vedono per quello che sei veramente. E mentre ti fai un selfie, fai in modo che non sia l’ultimo: niente scatti in bicicletta o mentre attraversi la strada, per esempio.


La Ragazza Visibile
Colei che postava senza pensare

Pensa cosa succede se condividi un’immagine troppo spinta … che opinioni si faranno gli altri di te? Senza dimenticare che potrebbero farla girare ancora… Certo: mai giudicare da un post. Ma è importante pensarci bene prima di postare.
Chi è la #RagazzaVisibile?
Colei che postava senza pensare
Una che si fa prendere dall’entusiasmo e… invia, pubblica, condivide come se non ci fosse un domani! Magari dando informazioni personali che la espongono ai bulli o anche peggio. Come l’indirizzo di casa, il numero di telefono o va a sapere cosa. Una volta ha inviato al suo ragazzo delle foto sexy, lui le ha girate a un amico “fidato” e… sono ancora in giro. È diventata così La Ragazza Visibile!

PER NON TRASFORMARTI
nella Ragazza Visibile
Fai sempre attenzione a cosa invii e condividi, con chi lo fai e quali possono essere le conseguenze. Nell’incertezza o se ti senti un po’ in imbarazzo, meglio rimandare la decisione! Le foto pubblicate su Internet, anche se cancellate, possono essere state viste da molte persone oppure scaricate e ripubblicate da altri. Quando spedisci una foto potrebbe diffondersi in modi che non riesci a immaginare. Ricorda: prima pensare, poi inviare!

L’Uomo Taggo
Colui che taggava chiunque

Comunica in modo positivo, esplora, cerca di prendere il meglio e aiuta gli altri a fare lo stesso. Non dimenticare che il modo in cui navighi può influenzare la vita di altre persone.

Chi è l’#UomoTaggo?
Colui che taggava chiunque
È il più veloce della scuola a condividere un video, il primo a far girare una foto ricevuta in privato. Tagga gli amici senza mai chiedere il permesso e come se non bastasse aggiunge persone che non conosce sui social per osservare le loro abitudini e coinvolgerli in condivisioni imbarazzanti. È per queste leggerezze che è diventato… l’Uomo Taggo!
L’Uomo Taggo e i #SuperErrori del web
L’Uomo Taggo, colui che viveva taggando. Hai amici che ti taggano sempre senza chiedertelo? Metti “mi piace” e condividi il video con loro. Sconfiggi i #SuperErrori del web! Diventa un Super Navigante
Pubblicato da Generazioni Connesse su Domenica 8 novembre 2015

PER NON TRASFORMARTI
nell’Uomo Taggo
Usa i social in modo responsabile, rispettando la privacy di tutti. Non condividere immagini private di persone che non lo sanno, sia se te l’hanno date loro, sia se non le conosci nemmeno. Quando tagghi qualcuno chiedi sempre il permesso: se per te può essere un gioco, non puoi mai sapere se per gli altri è lo stesso. Infine scopri le impostazioni della privacy dei social network, e impara a difenderti da chi non ti rispetta. E a difendere anche gli altri.


Il Postatore Nero
Colui che si sentiva il più forte (online)

Su Internet possiamo sentirci turbati per qualcosa che abbiamo visto, oppure non sentirci a nostro agio con una persona. Magari capiamo che è un problema ma pensiamo che possiamo e dobbiamo risolverlo da soli. Non sempre è così. Se sei in difficoltà chiedi consiglio a un adulto. E non pensare che sia troppo tardi per tirarsi fuori da qualsiasi situazione.

Chi è il #PostatoreNero?
Colui che si sentiva il più forte (online)
Molti lo conoscono perché insiste a voler chattare, anche quando non vuoi. Ma la sua specialità è pubblicare post offensivi sui social network, alla ricerca dell’applauso facile. Forse deve compensare la sua enorme insicurezza. E allora c’è chi dice che per un “mi piace” si venderebbe anche l’anima Una volta ha creato un finto profilo per mettere nei guai dei suoi amici e così è diventato… il Postatore Nero!

PER NON TRASFORMARTI
nel Postatore Nero
Non nasconderti dietro false identità. Nel mondo virtuale valgono gli stessi principi che segui nel mondo reale: essere gentili, rispettosi, altruisti. Usa Internet per dare il meglio di te… magari diventa supereroe! Ma non l’opposto. I contenuti offensivi, così come il furto d’identità, oltre che perseguibili dalla legge fanno male a te e agli altri. Il bello e il brutto della rete dipendono anche da come ti comporti tu.


L’Incredibile URL
Colui che cliccava su tutto

Dai il meglio di te! Comunicare con gli altri significa anche farli stare bene, regalargli un pensiero solare, una bella immagine, un’emozione positiva. Ma sopratutto fatti sentire anche offline! Non ridurre i rapporti al solo mondo del web, usa tutte le possibilità della Rete per migliorarli.
CHI È?
Colui che cliccava su tutto.
Uno che clicca sempre, tanto che potrà succedere? Per fare un esempio: quando gli arriva una email con un link, lui clicca senza leggere. Quando naviga su siti sconosciuti inserisce e invia dati personali con noncuranza, clicca bottoni neanche fosse un videogioco! Il dramma arriva dopo, quando si arrabbia ma ormai è troppo tardi. È così che è diventato… L’Incredibile Url!!

L’Incredibile URL e i #SuperErrori del web.
L’incredibile URL – Colui che cliccava su tutti i link. Segui i #SuperErrori e scopri come diventare un Super Navigante!
Posted by Generazioni Connesse on Domenica 25 ottobre 2015

PER NON TRASFORMARTI
nell’Incredibile URL
Clicca con la testa: non è sempre un gioco. Se ti arriva una email che richiede l’inserimento delle tue credenziali di accesso per un servizio online, controlla sempre che il sito sia attendibile: potrebbero rubartele. Sul tuo browser, ad esempio, se c’è il disegno di un lucchetto chiuso prima dell’indirizzo web, sei in una connessione sicura. Quando ti chiedono l’iscrizione a un servizio online, leggi sempre con attenzione, potresti iscriverti senza volerlo a servizi a pagamento.

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne leggiamo la poesia Ridammi il rosa di Pietro Ferrara.

RIDAMMI IL ROSA 

Pietro Ferrara 

Un abbraccio tutt’altro che amore 
mi hai dato forte 
e ho provato un dolore profondo, 
dell’anima. 
Mi hai levato un po’ tutti i colori. 
Compreso il rosa. 
Son scomparsi i sapori vitali, 
le favole. 
Il mio sole è ormai freddo e oscurato, 
vita gelata, 
per l’istante rubato furtivo, 
nell’intimo. 
I tuoi segni lasciati flagranti, 
stigma perpetua, 
non nel corpo ma giù dentro al cuore, 
eternità. 
Troppo tempo è trascorso in silenzio, 
pioggia dagli occhi, 
per il bene di chi ci sta intorno, 
più piccoli. 
Oggi è tempo di uscir dalla nebbia,

quiete violata, 
rivedere le stelle del cielo 
che brillano. 
Basta spalle voltate e silenzi, 
porte serrate, 
è un’orchestra che cerca strumenti, 
incantesimo. 
Non mi sento più sola e ferita, 
stammi vicino, 
anche tu coi tuoi mille da fare 
ascoltami.

SESTA LEZIONE
– Ripassiamo le 10 regole per i genitori e le 10 regole per i figli affrontate la volta scorsa.

Ripassiamo le 10 regole per i genitori e le 10 regole per i figli affrontate la volta scorsa.

5 modi per curare la tua reputazione sui social

Hai paura che la tua reputazione sui social possa essere compromessa da un giorno all’altro? Ecco allora 5 modi per evitare che questo accada.

Sui social come nella vita, avere una buona reputazione è importante. Ma cosa si può fare per curarla ed evitare, così, che tutti i tuoi contatti ti tolgano l’amicizia? A rispondere a questa domanda ci pensa Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre italiano coordinato dal Miur che, grazie ai 7 “super-errori” più comuni da evitare sul web, spiega infatti come curare la propria reputazione sul web. Tra questi c’è la Ragazza Visibile che non fa altro che scattarsi selfie facendosi “odiare” da tutti i suoi amici. Chat Woman, che risponde male a chi la pensa in maniera diversa da lei. Ed, infine, Silver Selfie, che condivide foto o informazioni personali (sue o dei suoi amici), senza preoccuparsi delle conseguenza. Quindi, per evitare di diventare come loro, ecco 5 modi per curare la tua reputazione sui social. 

#5 Inserire il tuo nome sui motori di ricerca

Uno dei modi migliori per capire se sei “famoso” in rete è quello di inserire il tuo nome sui motori di ricerca e controllare i risultati. Se dovessero uscire cose diverse dai tuoi profili social o da quella foto in cui sei venuto benissimo e sembri un vip, allora è il caso di iniziare a togliere qualcosa dalla rete. Soprattutto se vuoi evitare che i tuoi amici possano farsi una cattiva idea di te…

#4 Non pubblicare foto compromettenti

E cosa dire di quel selfie che pensavi fosse venuto benissimo ma in realtà ti ritrae mentre cadi rovinosamente? Se non sei particolarmente soddisfatto del risultato sarebbe meglio non condividerlo o rimuovere la foto. A meno che tu non voglia diventare come la Ragazza Visibile e rinunciare così ad avere una buona reputazione sui social…

#3 Non postare tutto ciò che ti passa per la testa

Il tuo smartphone è pieno di video divertentissimi che ritraggono i tuoi amici in situazioni di cui “non vanno fieri”? Allora è la tua occasione d’oro… per non metterli online! O quantomeno, per condividerli dopo aver chiesto il loro permesso. Anche se, in ogni caso, sarebbe meglio rimanessero privati. Soprattutto perché, in questo caso, sarebbero i tuoi amici a vedere la loro reputazioni rovinata sui social…

#2 Non pubblicare conversazioni private

Hai lo smartphone pieno di conversazioni private? Forse sarebbe meglio se rimanessero lì dove sono. Specie se ci sono informazioni estremamente riservate o compare il tuo indirizzo di casa. Perciò, a meno che tu non voglia trasformarti in Silver Selfie o ritrovarti casa invasa da estranei, sarebbe meglio che non pubblicassi nulla… 

#1 Non offendere nessuno

E se davvero non resisti allo scrivere tutto ciò che pensi, è meglio spegnere il computer. Soprattutto in una situazione in cui ti ritrovi a leggere sui social idee che non condividi. Il motivo? E’ molto semplice! Oltre a rischiare di rovinare la tua reputazione online, potresti ritrovarti vittima di “personaggi” come Chat Woman o proprio tu potresti diventare, inconsapevolmente, come lei. E allora, in questi casi, è meglio uscire ed andare a sfogarsi tirando calci e pugni ad un pallone (e non allo schermo del tuo computer). E magari in compagnia dei tuoi amici…

(Fonte: www.generazioniconnesse.it)

SETTIMA LEZIONE
– Hikikomori

Hikikomori” è un termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte” e viene utilizzato generalmente per riferirsi a chi decide di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi (da alcuni mesi fino a diversi anni), rinchiudendosi nella propria camera da letto, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno.

È un fenomeno che riguarda principalmente giovani tra i 14 e i 30 anni e di sesso maschile, anche se il numero delle ragazze isolate potrebbe essere sottostimato dai sondaggi effettuati finora.

Al momento in Giappone ci sono di oltre 500.000 casi accertati, ma secondo le associazioni che se ne occupano il numero potrebbe arrivare addirittura a un milione (l’1% dell’intera popolazione nipponica). Si tratta dunque di un fenomeno incredibilmente vasto, eppure in pochi ne hanno sentito parlare, soprattutto al di fuori del Giappone. 

Anche in Italia l’attenzione nei confronti del fenomeno sta aumentando. L’hikikomori, infatti, sembra non essere una sindrome culturale esclusivamente giapponese, come si riteneva all’inizio, ma un disagio sociale che riguarda tutti i paesi economicamente sviluppati del mondo. Come associazione nazionale stimiamo che nel nostro paese ci siano almeno 100 mila casi.


Le cause possono essere diverse:

caratteriali: gli hikikomori sono ragazzi spesso intelligenti, ma anche particolarmente introversi e sensibili. Questo temperamento contribuisce alla loro difficoltà nell’instaurare relazioni soddisfacenti e durature, così come nell’affrontare con efficacia le inevitabili difficoltà e delusioni che la vita riserva;

familiari: l’assenza emotiva del padre e l’eccessivo attaccamento con la madre sono indicate come possibili cause, soprattutto nell’esperienza giapponese. I genitori faticano a relazionarsi con il figlio, il quale spesso rifiuta qualsiasi tipo di aiuto;

scolastiche: il rifiuto della scuola è uno dei primi campanelli d’allarme dell’hikikomori. L’ambiente scolastico viene vissuto in modo particolarmente negativo. Molte volte dietro l’isolamento si nasconde una storia di bullismo;

sociali: gli hikikomori hanno una visione molto negativa della società e soffrono particolarmente le pressioni di realizzazione sociale dalle quali cercano in tutti i modi di fuggire.

Tutto questo porta a una crescente difficoltà e demotivazione del ragazzo nel confrontarsi con la vita sociale, fino a un vero e proprio rifiuto della stessa.

Anche la dipendenza da internet viene spesso indicata come una delle principali responsabili dell’esplosione del fenomeno, ma non è così: essa rappresenta una conseguenza dell’isolamento, non una causa.

Guarda il video

Il principale obiettivo dell’associazione “Hikikomori Italia” è quello di informare, sensibilizzare e tentare di accendere una riflessione critica sul fenomeno. Lo scopo è quello di capire, non curare. Affrontare il problema senza stigmatizzarlo e senza giudicare.

Un secondo obiettivo, non di inferiore importanza, è quello di fornire ai ragazzi italiani che si sentono vicini all’hikikomori, così come ai genitori che hanno un figlio in questa condizione, la possibilità di potersi confrontare attraverso gli spazi online (Gruppo FB)o in presenza all’interno deigruppi di mutuo aiuto dedicati ai genitori.

Se anche voi, come me, desiderate comprendere meglio cosa sia l’hikikomori e quali siano le sue vere cause, vi invito a leggere i post presenti all’interno di questo blog e a seguirci sui nostri canali social (Facebook | Instagram | Youtube | Telegram).

Grazie.

Marco Crepaldi
Presidente e fondatore “Hikikomori Italia”marco.crepaldi@hikikomoriitalia.it

FONTE: https://www.hikikomoriitalia.it/p/chi-sono-gli-hikikomori.html

Si propone agli studenti di riflettere su come normalmente le persone reagiscono quando sono testimoni di questi fatti e in un secondo momento ti chiedersi se c’è un modo “giusto” o “sbagliato” di agire e qual è la responsabilità di ciascuno in questi casi. Spunti di partenza: – LA FELPA DEL BULLO (4min) (scuola primaria, classi quarte e quinte, e scuola secondaria)

– SASSO CARTA e FORBICI (1 min) (scuola primaria e secondaria di primo grado) www.youtube.com/watch?v=SMzRi1-Feh4

Al termine della proiezione chiedere ai partecipanti cosa li ha colpiti di più e se hanno riscontrato situazioni a loro familiari all’interno dei filmati. Chiedere se i filmati rispecchiano sempre la realtà, o in alternativa quali sono altri comportamenti comuni di chi assiste ad atti di bullismo e cyberbullismo. Chiedere perché non è facile reagire e mettersi contro “il gruppo”? Chiedere quali sono i comportamenti giusti e come metterli in pratica? ATTIVITA’ PRATICA: Si propone quindi di rielaborare i temi trattati attraverso un’attività pratica suddividendo gli studenti in 3 o più gruppi chiedendo di preparare dei cartelloni per sintetizzare il dibattito concentrandosi rispettivamente su: – da quali segni si può capire che uno scherzo è andato troppo oltre? – elenco delle emozioni collegate a bullismo e cyberbullismo (nome ed esempio) ? – cosa fare se si è vittime o testimoni di una situazione di bullismo/cyberbullismo ?

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: COS’E’ IL CYBERBULLISMO Il cyberbullismo (“bullismo elettronico” o “bullismo in internet”) è una forma di bullismo attuata attraverso l’uso dei Nuovi Media (dai cellulari a tutto ciò che si può connettere a internet). Come il bullismo tradizionale è una forma di prevaricazione e di oppressione reiterata nel tempo, perpetuata da una persona o da un gruppo di persone più potenti nei confronti di un’altra persona percepita come più debole. Le caratteristiche tipiche del bullismo sono l’intenzionalità, la persistenza nel tempo, l’asimmetria di potere e la natura sociale del fenomeno (Olweus, 1996), ma nel cyberbullismo intervengono anche altri elementi, quali:

• L’impatto (viralità): la diffusione di materiale tramite internet è incontrollabile e non è possibile prevederne i limiti (anche se la situazione migliora, video e immagini potrebbero restare online.)

• La possibile anonimità: chi offende online potrebbe tentare di rimanere nascosto dietro un nickname e cercare di non essere identificabile

• L’assenza di confini spaziali: il cyberbullismo può avvenire ovunque, invadendo anche gli spazi personali e privando l’individuo dei suoi spazi-rifugio (è raggiungibile infatti anche a casa propria).

• L’assenza di limiti temporali: il cyberbullismo può avvenire a ogni ora del giorno e della notte.

Sempre più spesso il cyberbullismo è collegato al bullismo tradizionale.

Azioni di bullismo reale, ad esempio, possono essere fotografate o videoriprese, per poi essere pubblicate e diffuse sul web (social network, siti di foto-video sharing, email, blog, forum e chat).  Il 29 maggio 2017 il Parlamento Italiano ha varato la legge n.71 entrata in vigore il 18 giugno 2017. Tale norma dal titolo “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” fornisce una definizione precisa di cyberbullismo, ovvero “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.” [art.1 comma 2.] È interessante notare come tra le fattispecie elencate siano comprese azioni che riconducono al reato penale (ricatto, diffamazione, furto d’identità) e altre che non lo sono (ingiuria, forme di pressione…)

OTTAVA LEZIONE
– Affrontiamo il tema del sexting.

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Una conversazione di sexting simulata che utilizza il dipinto la Nascita di Venere, dell’artista rinascimentale Sandro Botticelli

Il termine sexting, derivato dalla fusione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare messaggi elettronici), è un neologismoutilizzato per indicare l’invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il telefono cellulare o tramite altri mezzi informatici[1]

Il termine fu utilizzato per la prima volta nel 2005 in un articolo sulla rivista australiana Sunday Telegraph Magazine e apparve ufficialmente sul Merriam/Webster’s Collegiate Dictionary nell’agosto 2012.

Indice

Caratteristiche e definizione del fenomeno

Secondo uno studio commissionato nel 2009 dal Center[2] di Washington, il sexting può essere suddiviso nelle seguenti tipologie: 

  • Scambio di immagini e testi solamente tra due partner
  • Scambi di immagini e testi che non coinvolgono solo i due partner ma sono condivisi con altri soggetti estranei alla relazione
  • Scambi di immagini e testi tra soggetti che non intrattengono ancora una relazione ma dove almeno una delle due parti desidera averla

Il sexting, divenuto rapidamente una vera e propria moda fra i giovani soprattutto occidentali, consiste principalmente nello scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare, o nella pubblicazione tramite via telematica, attraverso canali come chat, social network, internet[3][4] e varie app. Tali immagini, anche se inviate in origine a una ristretta cerchia di persone, in seguito si possono diffondere in modo incontrollabile e creare problemi seri alla persona ritratta.

Aspetti sociologici e cause[modifica | modifica wikitesto]

Le indagini sociologiche e statistiche condotte sul tema sono numerose, specie negli Stati Uniti, e ci aiutano a inquadrare meglio la portata e le dimensioni del fenomeno. Uno studio condotto nel 2012 dal dipartimento di Psicologia dell’Università dello Utah (ricercatori Donald S. Strassberg, Ryan Kelly McKinnon, Michael A. Sustaíta e Jordan Rullo) condotta su 606 adolescenti tra i 14 e i 18 anni ha rilevato che circa il 20% degli studenti affermava di aver inviato una propria immagine sessualmente esplicita attraverso il telefono cellulare e quasi il doppio di averla ricevuta. Oltre il 25% di coloro che avevano ricevuto immagini affermava di averle inoltrate ad altri; di questi, più di un terzo l’avevano fatto pur consapevoli delle gravi conseguenze legali dell’atto.

In un’indagine di Associated Press e MTV (2009) su 1.247 intervistati di età compresa tra i 14 e i 24 anni risultava che il 13% delle donne e il 9% dei maschi avevano inviato una foto di nudo o un video di se stessi nudi o semi-nudi.[5] Inoltre, utilizzando un campione rappresentativo a livello nazionale di ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, riferendosi in particolare al telefono cellulare e agli SMS, il Pew Research Center (2009) ha evidenziato che il 4% degli adolescenti che possedeva telefoni cellulari riferiva esplicitamente l’invio di immagini sessualmente esplicite di nudo o semi-nudo a un’altra persona.

McDaniel e Drouin hanno pubblicato un interessante studio nel novembre 2015 che ha esaminato un campione di coppie sposate o conviventi (180 mogli e 175 mariti). Gli adulti sposati praticano sexting tra loro, ma è molto meno comune rispetto alle relazioni tra giovani adulti, e consiste principalmente di conversazioni a sfondo sessuale o intimo (il 29% ha riferito di instaurare conversazioni di sesso con il partner) o di foto o video sessualmente espliciti (il 12% ha segnalato l’invio di foto di nudo o semi-nudo). L’invio di messaggi a sfondo sessuale è stato positivamente correlato a un rapporto soddisfacente solo tra quelli con alti livelli di evasione.

L’invio di immagini sessualmente esplicite era legato alla soddisfazione per gli uomini, mentre per le donne si collegava con alti livelli di ansia. Inoltre, l’invio di immagini sessualmente esplicite era legato a una maggiore indecisione sia tra gli uomini che tra le donne[6].

Obiettivo di un’altra interessante ricerca svolta dal Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università dell’Arkansas Centrale di Conway è stato quello di evidenziare una sorta di algoritmo per identificare e monitorare i comportamenti di sexting tra gli universitari. I partecipanti erano 697 studenti di una università pubblica del Midwest e il metodo un questionario in 111 punti che misurava l’attività sessuale dei partecipanti (ad esempio, la gamma di comportamenti diversi dal sexting) per quanto riguarda i costrutti dalla cosiddetta Teoria dell’Azione Ragionata (attitudini, norme soggettive, intenzioni comportamentali, comportamenti), i livelli di autostima a livello globale e la demografia dei selezionati.

Sono stati ottenuti questi algoritmi e le conclusioni sono state che le norme sociali e i tratti della personalità possono aiutare a prevedere quali fra i giovani adulti considerati dimostrino inclinazioni a compiere atti di sexting e per quali scopi. Molti studenti universitari praticano il sexting per differenti ragioni e quelli che hanno iniziato a fare sexting molto probabilmente lo rifaranno di nuovo. Non solo, ma anche fra quelli che non avevano compiuto mai atti di sexting, molti semplicemente affermavano che gliene era mancata l’occasione[7] .

Un interessante studio riferito primariamente alla realtà australiana condotto nel 2011 da Shelley Walker, Lena Sanci e Meredith Temple-Smith e promosso dall’Australian Government Department of Health and Ageing descrive il sexting come un fenomeno sociale largamente diffuso tra la gioventù locale, sostenuto e incentivato da uno scenario di diffusissima abitudine alle nuove tecnologie della comunicazione, come dimostra il possesso di almeno un telefono cellulare da parte dei giovani australiani (circa il 90% per la fascia di età 15-17 anni). Dall’indagine citata, alla quale si rinvia per i dati statistici, si delinea un fenomeno di ampia portata, diffuso maggiormente in alcune fasce etniche, che tuttavia i giovani intervistati, maschi e femmine, non sembrano riconoscere come un vero e proprio problema ma come una semplice modalità di relazione che non desta preoccupazioni particolari.

Gli autori e numerosi altri studi citati nel rapporto della Walker convergono nel riconoscere quali cause di questo orientamento sia la naturale ricerca dell’identità sessuale propria degli adolescenti (agevolata e velocizzata nella sua espressione dalle nuove tecnologie), sia una sorta di familiarità e di assuefazione ai contenuti sessualmente espliciti favorito dalla facilità di accesso a tali dati (immagini, filmati e testi) sul web in assenza di reali sbarramenti al libero accesso a tale fonte. Ma soprattutto il principale fronte di riflessione e di spunto per azioni educative correttive sembra l’assenza di informazione dei giovani sulle conseguenze del fenomeno da parte delle famiglie e delle istituzioni scolastiche che dovrebbero agire a loro tutela.[8]

I ragazzi spesso non sembrano consapevoli di scambiare materiale pedopornografico che potrebbe arrivare nelle mani sbagliate e causare gravi conseguenze emotive per i protagonisti delle immagini e dei video. Giovanni Boccia Artieri e Piermarco Aroldi, docenti e sociologi italiani, affermano che, nonostante non si abbiano sufficienti dati certi, questo fenomeno sia in realtà abbastanza diffuso, per certi aspetti più fra gli adulti che non fra i ragazzi. Questo perché i ragazzi hanno una vita che non è ancora incanalata in schemi talvolta ripetitivi e fortemente stressanti. I giovani adulti, sempre più a contatto con responsabilità e pesanti carichi lavorativi, con tempi e ritmi sempre più innaturali, sembrano più inclini al sexting. Sostengono, inoltre, che gli adulti, attraverso l’uso del web per incontri occasionali, utilizzino applicazioni e siti vari per il contatto iniziale e, successivamente, procedono con lo scambio di un recapito con il quale potersi scambiare immagini esplicitamente sessuali, oppure tramite sistemi di webcam che collegano in maniera casuale e in tempo reale due degli utenti online.[9]

Iniziative per un utilizzo sicuro di internet e dei cellulari da parte dei minori[modifica | modifica wikitesto]

Considerando i rischi della Rete in cui bambini e adolescenti si possono imbattere, il network europeo INSAFE[10], che promuove la sicurezza e l’utilizzo responsabile di internet e cellulari da parte dei minori, promuove ogni anno nel mese di febbraio il Safer Internet Day. Tra le varie associazioni che si occupano di diffondere una presa di consapevolezza sui rischi delle nuove tecnologie per bambini e ragazzi, in Italia Telefono Azzurro è impegnato nella promozione di un uso sicuro di Internet e cellulari nelle scuole, e partecipa al Safer Internet Day con varie iniziative. 

Per diffondere una cultura della sicurezza in rete, un ruolo centrale è svolto dalla sensibilizzazione delle figure educative (in primo luogo genitori e insegnanti) e dei ragazzi stessi a un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. Per questo sono disponibili consigli per i genitori[11], che si trovano ad affrontare nuove problematiche nell’educazione dei loro figli, legate all’utilizzo delle nuove tecnologie; consigli per gli insegnanti[12], che aiutino i docenti a indirizzare gli alunni verso un utilizzo consapevole di Internet, e consigli per i ragazzi, per navigare in sicurezza[13]

A questo proposito, l’organizzazione Save the Children, insieme alla Commissione europea, promuove ogni anno una campagna denominata “Posta con la testa”, al fine di sensibilizzare i più giovani su questo argomento, al fine di renderli consapevoli dei rischi legati alla pubblicazione di immagini che dovrebbero rimanere private.[14]

Sia Telefono Azzurro, sia Save the Children fanno parte di INHOPE[15], l’associazione internazionale che promuove la cooperazione tra le hotlines del mondo, la cui mission è la protezione dei giovani dagli usi illegali e dannosi del web e la lotta alla pedopornografia su Internet.

Casi celebri[modifica | modifica wikitesto]

Destò scalpore negli Stati Uniti il caso del politico Anthony Weiner, coinvolto in due scandali sessuali legati al sexting. Il caso venne denominato Weinergate: Weiner avrebbe inviato un’immagine fortemente esplicita a una donna di 21 anni, Lisa Weiss, a Bellingham, attraverso il social Twitter, successivamente diffusa in pubblico. Il secondo scandalo ha avuto luogo nel 2013 attraverso foto esplicite da lui inviate sotto lo pseudonimo di “Carlos Pericolo” a una donna di 22 anni. Il forte impatto sull’opinione pubblica portò Weiner alle dimissioni. Ebbero una certa notorietà tra il pubblico statunitense anche altri scandali, tra i quali ricordiamo quello che coinvolse Alexander Rodriguez, il famoso giocatore di baseball dei New York Yankees[16].

In Italia ricordiamo per esempio il caso di Chiara Fantoni, Miss Modena 2008, che fu scartata nelle selezioni di Miss Italia poiché apparsa in foto in pose sconvenienti[17].

Fonte Wikipedia

NONA LEZIONE
– Bufale sul web, fake news e analfabeti funzionali, realtà virtuale e i nuovi possibili pericoli del mondo virtuale, iniziamo a creare i cartelloni riassuntivi del corso.

https://www.iene.mediaset.it/video/viviani-come-si-fa-e-quanto-rende-una-fake-news_65717.shtml

https://www.analfabetifunzionali.it/?refresh=1

Il termine analfabetismo funzionale, o illetteratismo, indica l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana – si traduce quindi in pratica nell’incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni incontrabili nell’attuale società.

https://www.iene.mediaset.it/video/viviani-come-si-fa-e-quanto-rende-una-fake-news_65717.shtml

https://www.analfabetifunzionali.it

Realizziamo dei cartelloni sugli argomenti trattati.

Diamo uno sguardo al futuro con nuove tecnologie che nei prossimi anni potranno affiancare quelle esistenti.


Parliamo della realtà virtuale, un modo nuovissimo per fruire di contenuti multimediali che bisogna conoscere bene, e saper usare nel migliore dei modi. 

Definizione di sistemi immersivi: Anche se, a livello teorico, la realtà virtuale potrebbe essere costituita attraverso un sistema totalmente immersivo in cui tutti i sensi umani possono essere utilizzati (più specificamente realtà virtuale immersiva o RVI), attualmente il termine è applicato solitamente a qualsiasi tipo di simulazione virtuale creata attraverso l’uso del computer, dai videogiochi che vengono visualizzati su un normale schermo, alle applicazioni che richiedono l’uso degli appositi guanti muniti di sensori (wired gloves) e infine al World Wide Web.

Nuovi scenari si prospettano dunque in un futuro non molto lontano dove, mediante le esperienze immersive, le insidie e l’uso scorretto possono portare anche ad amplificare i fenomeni di cyberbullismo e di isolamentoche viviamo oggi. 

Proviamo in classe il visore di Realtà Virtuale Oculus, ogni studente fa questa esperienza immersiva.

Sottolieniamo e riaffrontiamo il fenomeno degli hikikomori ponendo attenzione al fatto che i sistemi immersivi potranno isolare ancor di più questi soggetti.

Durante questa lezione abbiamo realizzato delle interviste che riassumono tutto il corso seguito.
Penseremo anche ad una brevissima sceneggiatura che possa riassumere al meglio i concetti espressi durante gli incontri.

Penseremo anche ad una brevissima sceneggiatura che possa riassumere al meglio i concetti espressi durante gli incontri.

DECIMA
– Completiamo i cartelloni, questionario di fine corso, manifestazione finale, riassunto degli argomenti svolti, consegna degli elaborati corretti e dei materiali prodotti.

Questionario anonimo sul Cyberbullismo:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScAj5DYBs3Rae6Jn0AjINzveHeGhU2-PCIsyKRyLStDpjuaWg/viewanalytics

Alcuni dei cartelloni prodotti durante il corso.

Foto di gruppo prima di iniziare l’ultima lezione!

Qui di seguito il link per accedere al questionario di fine corso.

https://forms.gle/rDVVqgqjiJysxkYw9

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